Ciociaria (o Cioceria) è il nome con cui viene designata una regione del Lazio meridionale dai confini geografici non ben definiti, strettamente legata alla diffusione di una forma antichissima di calzature dette ciocie.

Realizzate con pelli animali, robuste e adatte a camminare su campi, dotate di un plantare di cuoio curvato a forma di barchetta, legato da lunghe stringhe, queste calzature rappresentano l’antichità e l’autenticità dell’artigianato ciociaro e oggi simboleggiano le radici di un popolo energico, dedito al lavoro, profondamente religioso e amante delle feste.

Il nostro itinerario toccherà alcune delle località più conosciute di questa regione, dove tradizioni e attrattive storiche sapranno condurre il viaggiatore indietro nel tempo, alla scoperta di una terra occupata da una grande varietà di popoli e che non ebbe solo un ruolo marginale in funzione di Roma.

La prima sarà Anagni, situata su una collina tra i monti ernici e la valle del sacco. La leggenda la annovera tra le cinque città fondate dal dio saturno, ma il suo periodo di maggiore splendore fu intorno al XIII sec.  Quando divenne residenza pontificia, tanto da meritare l’appellativo di “città dei papi”.

Anche Veroli fu legata alla chiesa e tanti sono i monumenti che attestano la sua importanza fin dall’epoca preromana. Il suo palazzo municipale situato nell’area dell’antico foro romano è un vero scrigno di arte e storia.

L’istituzione comunale vide la luce a Veroli fin dal XII secolo e tra i podestà della città ricordiamo Benedetto Caetani che ricoprì tale incarico anche dopo essere stato eletto papa col nome di Bonifacio VIII.

L’abbazia di Casamari è una delle abbazie stilisticamente più significative in Italia, eretta sulle rovine di un antico municipio romano denominato in onore della dea Cerere e del generale romano, Caio Mario, da cui l’attuale denominazione di Casamari “casa di Mario”.  Costruita a opera di una comunità benedettina, intorno al 1200 passò ai cistercensi che le diedero la forma attuale, caposaldo stilistico dell’arrivo nel Lazio delle forme gotiche-borgognone.

A chiudere la giornata, il castello Boncompagni – Viscogliosi, oggi monumento nazionale e uno dei complessi architettonici tra i più imponenti e meglio conservati di tutta la provincia di Frosinone. Esso sorge su un masso di travertino che sbarrando il corso al fiume Liri lo costringe a dividersi in due rami e a formare le famose cascate, entrambe alte 27 metri ed aventi la particolarità di essere le uniche al mondo a precipitare in un centro abitato.

Ma il nostro itinerario riserva ancora numerose sorprese.

Il giardino all’inglese di ninfa nato sulle ceneri di ninfa antica, fiorente cittadina medievale sull’unica via di comunicazione che da Roma portava al sud. Universalmente riconosciuto come uno dei giardini più belli del mondo.

Sermoneta, da decenni rinomata meta turistica per la presenza del magnifico castello Caetani situato nella parte più alta del borgo, proprio sopra ai giardini di ninfa.  Eretto plausibilmente nel xi secolo, offre una visita emozionante con le sue “stanze pinte” (opera forse di un allievo del Pinturicchio), affascinanti arredi medievali, ponti levatoi e passaggi segreti. Pochi sanno che Sermoneta e il suo territorio custodiscono le tracce maggiori della presenza dei templari nel Lazio.

L’abbazia di Valvisciolo, posta su un poggiolo ai piedi del monte corvino. Secondo la tradizione, il complesso, interamente in pietra viva e caratterizzato dall’austero stile gotico-cistercense, fu fondato nell’VIII secolo. Al suo interno conserva un chiostro incantevole, tra i più eleganti del Lazio.

Per concludere…

Villa d’Este, forma un circuito di straordinario pregio architettonico, artistico, storico e ambientale per questo fu inserito tra i patrimoni mondiali dell’umanità dall’Unesco. Un vero capolavoro del giardino all’italiana, dove si concentrano un numero considerevole di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche. Tutto questo forma un quadro ricco di dettagli, di scorci e di angoli caratteristici che sono una vera gioia per gli occhi.

PARTI PER LA CIOCIARIA:

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